Come l’Interrail mi ha (in parte) cambiato la vita

Instancabile giramondo_interrail

Correva l’anno 2011. Era per me l’anno della maturità, il primo traguardo importante per tutti gli studenti. L’anno della libertà, l’anno delle scelte, ma anche l’anno dei sacrifici, dello studio e delle notti insonni…

Mi meritavo un bel viaggio, uno di quei viaggi che ti lasciano a bocca aperta. Da qui l’idea di partire con un carnet di 8 corse spendibili su tutti i treni francesi (TGV esclusi).

Perchè la Francia? Con la fine del liceo linguistico ho concluso 8 anni di studio della lingua francese, l’unica che mi abbia davvero appassionata.

Sono partita con uno zaino in spalla: un paio di scarpe, un paio di leggins, un golfino, qualche canotta, qualche paio di shorts, calzini e intimo. Ho iniziato quest’avventura di 20 giorni con l’idea di passare una settimana in Costa Azzurra e poi risalire verso Parigi.

Il meteo è stato il primo ostacolo da affrontare: pioggia e freddo. E così il programma è cambiato, i giorni al mare sono stati solo 4 e quelli a parigi 6.

È stato un viaggio che mi ha portata in città uniche: Antibes, Cannes, Toulon, Marseille, Arles, Avignon, Lyon, Bourge en Brasse, Orléans, Rouen e Paris.

Oggi, a distanza di 6 anni, sono sempre più convinta del fatto che quello che sono ora, lo devo in parte a questo fantastico viaggio! Mi ha insegnato il coraggio di buttarsi in un’avventura senza avere la minima idea di quello che si incontrerà. Mi ha insegnato a superare la paura, quando sono le 11 di sera, sei in un paesino sperduto nel nulla, sotto il diluvio, e senza un posto in cui dormire. Mi ha inseganto a cavarmela da sola. Mi ha insegnato ad adattarmi alle circostanze, ad essere meno schizzinosa e a guardare meno l’apparenza e più gli aspetti profondi delle cose. Mi ha insegnato a portare pazienza quando, dopo aver camminato 15km sotto la pioggia e aver preso 2 treni, trovi un ostello in cui dormire e vorresti solo buttarti sul letto, mentre in realtà devi metterti ad asciugare col phon l’unico golfino che hai, perchè la mattina seguente ti servirà ancora.

È un’avventura che consiglio a chiunque, soprattutto a chi vive con le fette di salame sugli occhi. A chi pensa che viaggiare significa stare sdraiati 8 ore sotto l’ombrellone. A chi si lamenta continuamente di quello che c’è in tavola. A chi in un hotel 4 stelle dorme con le lenzuola portate da casa.

Viaggiare è l’unica cosa che compri, che ti rende più ricco”

Per maggiori informazioni e per scoprire i prezzi e le possibili destinazioni visitate il sito ufficiale.

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8 thoughts on “Come l’Interrail mi ha (in parte) cambiato la vita

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